SAN IOANN DI KRONŠTADT
Sul santo padre Ioann di Kronštadt è stata scritta una quantità enorme di materiale. La sua personalità è venerata oggi non solo in Russia, ma anche lontano dai suoi confini. Qualsiasi aspetto della vita ecclesiale si possa considerare, si può sempre far riferimento alle parole e agli atti di questo grande santo di Dio. Padre Ioann influenzò la vita eucaristica della Russia del suo tempo, lasciò una inestimabile eredità omiletica, fondò un sistema di istituzioni caritative prima di lui sconosciuto, fu un’autorità sia per il popolo semplice, sia per i detentori del potere, possedette un chiaro carisma profetico. Tuttavia, poiché il tema della nostra conferenza riguarda quell’aspetto dell’ascesi dei santi che si determina come manifestazione della carità nella persona dei santi, tentiamo in breve di esporre proprio questa parte dell’ascesi di vita di padre Ioann.
San Ioann
di Kronštadt (al secolo Ivan Ilič Sergiev) nacque il 1° novembre 1829, giorno della memoria
del grande santo bulgaro san Giovanni di Ryla, nel villaggio di Sura, nel
governatorato di Archangel’sk. A giudicare dagli
eventi esteriori del periodo di formazione della personalità del futuro grande santo, è molto difficile scorgervi qualcosa di
soprannaturale. Tuttavia, nelle sue memorie, lo stesso padre Ioann ed anche i suoi contemporanei notarono moltissimi
prodigi legati alla sua
Terni
– 30 settembre – 1 ottobre 2002 Терни 30
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vita. Così, ad esempio,
all’inizio del periodo di formazione scolastica padre Ioann
aveva serie difficoltà di apprendimento, ma, dopo aver
pregato Dio ardentemente, secondo le sue stesse parole: “La mente si schiuse
nella testa, si scoprì una memoria stupefacente. In poco tempo feci così tanti
progressi, che smisi di essere l’ultimo della classe. Più andavo avanti, più
miglioravo e alla fine del corso del seminario minore fui tra i primi ad essere
avviato al seminario maggiore, dove terminai il corso per primo nel 1851 e fui
mandato all’Accademia di Pietroburgo a spese dello
Stato”.
All’ultimo anno di studi in
Accademia Ivan Sergiev recedette dal proprio sogno di
diventare missionario ortodosso tra i pagani. Capì che anche il suo popolo
aveva un gran bisogno di istruzione cristiana. Il
fatto era che, non solo l’umana inclinazione al peccato e le forze del male ad essa collegate impedivano a troppi di ascoltare il suo buon
richiamo, ma anche la situazione in cui allora si trovava tutta la società
russa a lui contemporanea era causa di ciò. Nonostante i sintomi dell’avvento
di un certo risveglio spirituale, la situazione religiosa generale della Russia
di allora non si poteva dire positiva.
Innanzi
tutto, non si può non notare che gli strati superiori della società russa
entrando sempre più profondamente nell’alveo degli interessi culturali e degli
svaghi europei occidentali, si allontanavano sempre di più dalla pratica
ecclesiale ortodossa. L’ortodossia veniva percepita da molti come
una delle ideologie che sostenevano il sistema statale. La fede ortodossa
occupava in molti casi un posto accessorio. In relazione a
ciò, anche il clero veniva giudicato soprattutto dal punto di vista
dell’utilità per lo Stato.
Per la maggioranza delle persone la liturgia aveva cessato di essere il centro della
vita ecclesiale. Era convinzione generale che ci si potesse
comunicare solo una volta all’anno. A causa della stretta unione tra Chiesa e
Stato, l’autorità civile richiedeva agli studenti, agli impiegati, ai militari
di comunicarsi una volta all’anno, durante la
Quaresima. Questa ingerenza del potere laico nella sfera più intima della vita
religiosa fece sì che l’atto più profondo della vita cristiana diventasse,
nella coscienza di molti, un obbligo civile esteriore.
Le difficoltà anzidette non
solo non fermarono e non indebolirono l’aspirazione sacerdotale e pastorale di fondo di padre Ioann, ma
rafforzarono il suo ardore e definirono più precisamente i suoi itinerari
pastorali. Al nome di questo santo è legata la rinascita della vita eucaristica
in Russia, la presa di coscienza di una fede viva nel
Dio vivo, Creatore di questo mondo, che agisce in questo mondo. Padre Ioann si manifestò come pastore meraviglioso per tutta la
Russia, magnifico predicatore, uomo dotato, per la misericordia di Dio, del
dono della profezia, avendo lavorato come nessun altro suo contemporaneo nella
messe della carità e della beneficenza.
La città di Kronštadt, dove fu inviato padre Ioann,
era una base della marina militare, che si trovava a poche miglia da Pietroburgo. Era anche luogo destinato al confino
amministrativo di poveri, vagabondi e di persone di vario genere colpevoli di trasgressioni della legge. Queste persone vivevano a Kronštadt di elemosina e di furti;
spesso di notte avvenivano ruberie. Ed ecco che padre Ioann
comprese che queste persone appartenevano al gregge a lui affidato da Dio e che
egli ne era responsabile davanti a Dio. Si può
supporre che la compassione abbia lacerato il cuore di padre Ioann di Kronštadt specialmente
riguardo ai bambini, vittime innocenti di questo ambiente
viziato e delle condizioni di vita che generavano tale ambiente.
Così, all’inizio, padre Ioann si rivolse con tenerezza ai figli della povertà di Kronštadt. In una delle prime predicazioni diceva: “Ora
vediamo nelle persone solo alcuni resti della originaria
Immagine di Dio (...), questa bellezza della grazia si può vedere soprattutto
nei fanciulli e nei bambini cresciuti bene e, più di tutto, nei santi
prediletti di Dio”. Ai bambini si aggiunsero gli adulti. Il santo di Dio
cominciò a condurre con loro delle conversazioni su temi evangelici, fuori
città, ovunque su una radura, sedendo sull’erba. I bambini si stringevano
intorno a lui, gli adulti stavano in piedi o seduti e presto quei poveri
cominciarono a invitarlo continuamente.
Ma la cura d’anime di padre Ioann, soprattutto all’inizio della sua attività e
prevalentemente nell’oscuro ambiente della povertà di Kronštadt,
non avrebbe avuto successo, se fin dai primi passi egli non avesse manifestato
un’estrema sollecitudine per le necessità materiali del suo gregge. La sua
preoccupazione assunse un carattere tale, che molti cominciarono a prenderlo
quasi per pazzo e poi a trattarlo in modo ostile. Qualche volta, secondo i
racconti dei suoi contemporanei, egli tornava a casa scalzo,
per aver dato le proprie scarpe a un bisognoso. Comprava personalmente, a sue
spese, quello che serviva ai poveri, anche il cibo per il pranzo. Conduceva i
medici dai malati e andava egli stesso in farmacia per loro.
Nonostante gli scherni, padre Ioann andava per la sua strada e quando gli dicevano che
molti lo consideravano un folle di Dio egli rispondeva: “E allora? Che sia un folle di Dio”. Alla moglie, che non comprese
subito il suo cammino, egli diceva: “Di famiglie felici, Liza,
ce ne sono tante anche senza di noi... Noi invece ci
dedichiamo al servizio di Dio”.
Padre Ioann
di Kronštadt, certamente, era cosciente del fatto che
con le sole offerte, non si sarebbero aiutati i poveri di Kronštadt;
comprendeva anche la parziale verità delle critiche che gli venivano
rivolte, e cioè che proprio con la sua elemosina incoraggiava la miseria. Ma solo dopo diciassette anni di servizio sacerdotale egli
poté intraprendere l’organizzazione di un aiuto più sostanziale. A tal fine
erano necessari persone e soldi. Ma padre Ioann, secondo l’antica tradizione cristiana, pensò non
solo alle persone che si sarebbero dovuto aiutare, ma anche a quelle che
avrebbero potuto aiutare. Egli sapeva che nulla nobilita
e avvicina di più le persone tra loro, del lavoro in aiuto del prossimo. Egli
intervenne con un infuocato appello sul giornale “Il Messaggero di Kronštadt”:
“Chi non conosce i poveri di
Kronštadt, piccoli borghesi, donne e bambini di
diverse età? Le cause della miseria e della povertà sono tante, ecco le
principali; povertà di nascita, povertà degli orfani, povertà causata da varie
disgrazie, ad esempio, da un incendio, da un furto, dall’inabilità al lavoro
per vecchiaia, malattia o per la giovane età, povertà dovuta alla perdita del
posto, alla pigrizia, alla passione per l’alcool, e nella stragrande
maggioranza dei casi alla insufficienza di mezzi con i
quali ci si potrebbe mettere a lavorare.
E fa piacere al pubblico di Kronštadt vedere il quadro poco attraente della miseria dei
nostri poveri? Non abbiatene ribrezzo, sono membra
nostre, sono nostri fratelli. E’ ora di fare qualcosa
di risolutivo. O costruire una casa di lavoro e per i bambini una scuola
artigiana, oppure, come misura estrema, portare altrove una parte di essi”.
A quel tempo padre Ioann era già oggetto di devozione da parte di molti e gli
abitanti di Kronštadt, il consiglio comunale in
particolare, risposero generosamente al suo appello. Nel 1874 fu istituita la
tutela parrocchiale dei poveri, dove entrarono persone delle più diverse classi
sociali. Il 12 ottobre 1882 fu aperta la Casa dell’Operosità, che divenne
famosa in tutta la Russia.
Il primo nucleo della Casa,
che poi si sviluppò in un’intera cittadina, furono i laboratori per la
lavorazione della canapa e quelli che producevano berretti, dove nel 1902, ad
esempio, lavoravano contemporaneamente 7281 persone. Per iniziare fu scelto appositamente un tipo di lavoro facile, per non richiedere a
coloro che si accingevano a lavorare conoscenze particolari, ma solo la buona
volontà. Fu importante aiutare senza indugio persone disabituate al lavoro ad
intraprendere la via del lavoro e a cogliere subito i primi frutti, sebbene
modesti, dei loro buoni sforzi. Inoltre, particolarmente per i bambini e gli adolescenti,
si aprì la possibilità di accumulare un prezioso capitale di conoscenze:
un’istruzione professionale elementare e specializzata.
Nella Casa dell’Operosità
erano presenti le seguenti istituzioni e iniziative educative per i bambini e
gli adolescenti:
1.
Scuola elementare gratuita (in cui nel 1903 studiavano 259 bambini).
2.
Laboratorio per l’insegnamento di diversi mestieri,
in particolare per la lavorazione del legno (61 persone).
3.
Classe di disegno, gratuita per i poveri (circa 30 persone).
4.
Laboratorio di lavori femminili, soprattutto per le bambine (cucito,
taglio, ricamo), circa 50 persone.
5.
Laboratorio di calzoleria.
6.
Biblioteca per bambini (nel 1896 possedeva 2686 volumi).
7.
Collezione zoologica.
8.
Ginnastica militare.
A ciò si può aggiungere un
negozio di libri per adulti e per bambini.
Per gli adulti esistevano le
seguenti istituzioni e occupazioni:
1.
Scuola domenicale, divisa a seconda del grado
di istruzione in vari gruppi (nel 1897 la scuola era frequentata da 133 uomini,
34 donne, la maggior parte al di sotto dei 20 anni).
2.
Letture popolari (lezioni) spesso con l’uso di videoproiezioni, a volte anche con canti religiosi, su temi
religiosi, storici, letterari.
3.
Sala di lettura popolare gratuita.
4.
Biblioteca a pagamento.
L’aiuto materiale si
esprimeva nel seguente modo:
1.
Casa-famiglia per bambini, soprattutto orfani.
2.
Casa di campagna per i bambini.
3.
Casa di accoglienza per donne povere.
4.
Un grande edificio in pietra, adibito a dormitorio.
A tutto ciò bisogna
aggiungere l’aiuto medico, la distribuzione di pasti e di sussidi. Nel 1896
passarono per l’ambulatorio gratuito 2721 malati. La mensa popolare forniva da
400 a 800 pasti al giorno.
La Casa aveva anche il suo
orto, situato presso la casa di campagna per i bambini.
I sussidi venivano
dati in denaro, in vestiti, scarpe o altre cose. Per aiutare i poveri in modo
efficace si raccoglievano continuamente informazioni su di loro. Nel 1891,
quando la fama di padre Ioann si era già diffusa in
tutta la Russia e cominciavano ad affluire a Kronštadt
i pellegrini che si recavano da lui, fu costruita anche una Casa del
Pellegrino, con una parte gratuita e un’altra a pagamento.
L’aiuto descritto veniva offerto a tutti, senza distinzione di origine o di
fede. Sull’esempio di Kronštadt anche altre città, a
partire da Pietroburgo, cominciarono ad organizzare
simili istituzioni caritative.
Questa beneficenza
organizzata per iniziativa dei sacerdoti delle parrocchie era per quel tempo
senza dubbio un fenomeno straordinario e nuovo. Se nella Rus’
fino al 1700 tra i santi monaci e vescovi c’erano stati uomini capaci di
coniugare la santità personale con l’attività concreta in favore del prossimo, nel XIX e all’inizio del XX secolo nei monasteri c’erano
poche persone di questo tipo e non ce n’era quasi nessuna tra il clero sposato
nelle parrocchie. L’esempio di padre Ioann è tanto
più eccezionale, in quanto la sua attività concreta
non gli impediva di conservare un profondo e continuo atteggiamento di
preghiera e di contemplazione spirituale. (Tra i santi della Chiesa d’Occidente
troviamo una simile unione in san Vincenzo de’ Paoli,
che in molte cose per contributo spirituale è vicino a padre Ioann).
L’organizzazione dalla Casa
dell’Operosità non interruppe l’attività caritativa puramente personale e
privata di padre Ioann. Al contrario, essa continuò a
crescere, nella misura in cui aumentavano la sua fama e le offerte che gli venivano donate. In questo flusso di offerte
sempre più copioso, che affluiva nelle mani di padre Ioann,
molti suoi biografi e devoti vedono un esempio di come si realizza la parola
del Salvatore: “Cercate prima il Regno di Dio e la sua giustizia e tutto il
resto vi sarà dato in aggiunta” (Mt 6, 33).
E’ difficile non essere
d’accordo con questa opinione, così come con il fatto
che per padre Ioann per quanto riguarda la carità “la
mano sinistra non sapeva che cosa facesse la destra”. In diverse memorie su di
lui si possono trovare molti racconti su come egli, in mezzo alla folla,
letteralmente con una mano ricevesse da qualcuno una busta contenente
un’offerta in denaro e con l’altra la desse a qualcun’altro.
Molti testimoni di questi traferimenti affermano che
padre Ioann aveva una sensibilità particolare, anzi
una vera chiaroveggenza, grazie alle quali egli dava le offerte proprio alle
persone particolarmente bisognose.
Tra i
luoghi beneficati da padre Ioann, oltre Kronštadt, bisogna ricordare in primo luogo il suo
villaggio natale, Sura. Lì fu innalzata a sue
spese una grande chiesa di pietra dedicata a San
Nicola, fu fondata una Fraternità ecclesiale ortodossa, fu costruita una scuola
di campagna, una casa di accoglienza per bambini, una segheria, un negozio
cooperativo, un monastero dedicato a San Giovanni di Ryla,
che aveva un piccolo eremitaggio non lontano da Sura
e la sua rappresentanza ad Archangel’sk. Più tardi padre Ioann regalò alla
Fraternità il battello che egli stesso usava per i viaggi al villaggio natale.
Delle istituzioni create da
padre Ioann a Pietroburgo,
la capitale dell’Impero russo, fa parte innanzi tutto il monastero femminile di
Ioann, posto sotto la protezione di san Giovanni di Ryla, sulla Karpovka (sull’isola Kamennyj). Lì successivamente
padre Ioann stesso fu sepolto.
Per le sue cure e con i
mezzi da lui ricevuti fu fondata a Pietroburgo la
rappresentanza del monastero Leušinskij. E grazie al lavoro del santo fu costruito anche il monastero
di Voroncov nel governatorato di Pskov,
l’eremitaggio di Vaulov, presso la città di Rybinsk, e anche il monastero femminile della Dormizione in Estonia.
Ma è difficile tenere il conto
di tutte le chiese che in Russia ricevettero il contributo principale per la
costruzione o per il restauro da padre Ioann, oppure
di quelle in cui i paramenti e gli arredi furono opera sua. Si può raccontare a
lungo delle opere di misericordia compiute dal grande
pastore di tutta la Russia, padre Ioann di Kronštadt, che sono a noi note, ma ancor più conosce le sue
opere buone il Creatore del mondo, al quale piacque di innalzare in Russia un
grande faro della fede, in un tempo in cui essa aveva così bisogno di una
predicazione infiammata della Parola di Dio. Al Signore è piaciuto anche, alla
fine del XX secolo, glorificare colui che già in vita
era considerato santo dai contemporanei. Per le sue preghiere e per le
preghiere di tutti i santi che risplendono nella terra russa oggi la Chiesa
Ortodossa Russa porta avanti il proprio servizio.